| Storia di San Giovanni in Persiceto |
|
Il toponimo Castrum Persiceta risale al periodo
intorno al 727, allorchè i Longobardi, capeggiati da Liutprando,
occuparono questo territorio dopo aver attraversato e sfondato la linea
di difesa bizantina. Dell'epoca tardo-romana non abbiamo fonti
storiche, ma è presumibile che il territorio persicetano sia stato
attraversato da invasioni di barbari. "Caduto il regno longobardo (774), il distretto altomedievale di Persiceto (poi San Giovanni in Persiceto) appartenne a lungo al contado di Modena che si estendeva fino al Samoggia; sul territorio persicetano esercitò la propria supremazia l'Abbazia di Nonantola; ma si può ritenere che già nel IX secolo esso passasse al contado bolognese: infatti è probabile che verso la metà di quel secolo sorgesse la pieve di San Giovanni ad opera dei vescovi di Bologna. Risalgono forse a quell'epoca le prime concessioni ai persicetani di vaste estensioni di terreni incolti e paludosi "ad meliorandum" da parte degli abati di Nonantola, terreni che costituiranno i beni della futura partecipanza agraria" Nel XII secolo il Comuna di San Giovanni
in Persiceto passò sotto il dominio di Bologna di cui seguì
le sorti fino al definitivo assoggettamento allo Stato Pontificio all'inizio
del secolo XVI. Tra i secoli XV e XVI la campagna prese
grande impulso con la coltura della canapa, del gelso e del ris, ma spesso
il territorio subì le scorrerie di eserciti stranieri con le conseguenti
devastazioni dei raccolti e dei terreni. In quel periodo sorse la Partecipanza
agraria che favorì l'economia rurale e un processo di impoverimento
del centro urbano. Nei secoli seguenti, invece, si assistè ad un
fenomeno di sviluppo edilizio soprattutto all'interno del castello. Durante il periodo napoleonico il territorio persicetano fu teatro di vari disordini fino a che l'invasione delle truppe austro-russe riportò l'ordine e la quiete apparente dell'antico regime. Nel 1815, caduto Napoleone, fu restaurato il governo pontificio e si eseguirono numerose opere edilizie che contribuirono a far ottenere a Persiceto il titolo di "città". Anche dal territorio di San Giovanni partirono volontari per le guerre di indipendenza; ma quando il governo nazionale reintrodusse la tassa sul macinato, la città fu teatro di una ribellione ancora oggi ricordata come "al giòuran sèt" per la data in cui avvenne (7 gennaio 1869). Verso la fine del secolo prese impulsol'industria, soprattutto di letti e mobili in ferro, e il 1874 vide sfilare i primi carri carnevaleschi, fatto sintomatico di un maggior benessere economico. Negli ultimi cento anni la storia persicetana
non si discosta da quella della Padania, caratterizzata dalle lotte agrarie
prima e dall'ascesa del fascismo poi. Le citazioni tra virgolette sono tratte da: M.Gandini, S. Giovanni in Persiceto, nell'opera a cura di C. Bianchi, Dal Santerno al Panaro, Bologna, 1987, I, pp. 335-348 |
| << Torna a home |